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Equo compenso e SIAE: Chi pagherà?
(noi, come sempre!)


Durante il periodo Natalizio non è raro che si discutano leggi, emendamenti o decreti legati a questioni digitali.
Naturalmente la chiusura del 2013 non ha fatto eccezione, in particolare oltre alle già note vicende legate alla WEB TAX il Ministero dei Beni Culturali si è fatto promotore di una sostanziale revisione dell'Equo Compenso, termine sotto il quale si fanno rientrare quei costi supplementari applicati a dispositivi di registrazione e supporti di memoria pagati da noi utenti.
Non tutti sanno che quando si compra un DVD masterizzabile ( o un CD ) oppure un lettore MP3, una parte del costo rientra nell'Equo Compenso.
Secondo quanto dichiara il Ministero, si vorrebbero far rientrare tra i dispositivi digitali ai quali quindi applicare il costo aggiuntivo dell'Equo Compenso ( che per chiarezza viene versato interamente alla SIAE che ha il compito di ridistribuirlo agli autori ), anche Tablet eTV di nuova generazione, inasprendo significativamente la percentuale di incidenza sul costo finale pagato da noi utenti.
Se è vero che i dispositivi digitali possono essere utilizzati per fare copie private ed è giusto che gli autori di film e musica ne siano ricompensati, dalle prime stime risulta infatti che se questa proposta venisse applicata si quintuplicherebbero le entrate per la SIAE, ovviamente a nostro svantaggio.
Per fare un esempio banale, ogni computer acquistato prevedrebbe ben 6 euro di Equo Compenso versato interamente alla SIAE!!

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25/10/2016
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