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AMD cade a pezzi

Mirco B
Pubblicato da in Informazione · 4 Ottobre 2012
Tags: AMD

La notizia che AMD, storico rivale di Intel nel settore delle CPU, possa essere messo in vendita ha scioccato l'intero settore.
Rory Read, CEO e presidente dell'azienda, ha sdrammatizzato affermando che si tratta di speculazioni, ma è innegabile che AMD sia in difficoltà.
Nel terzo trimestre del 2012, il gruppo ha registrato ricavi per soli 121 milioni di dollari.Questo calo nei profitti è ovviamente dovuto alla situazione stagnante nel mercato dei computer. Al momento gli utenti preferiscono acquistare smartphone e tablet, piuttosto che i classici PC desktop o i notebook, mentre i cocorrenti ARM e NVIDIA sono corsi ai ripari, progettando processori per device mobile, sul mercato dei PC Intel ha ormai una quota dell'80%. AMD è in ritardo su tutta la linea e già si prospetta una nuova ondata di licenziamenti. Ma non è sempre stato così.

Da pioniere ad azienda in crisi
Oltre un decennio fa i chip AMD erano imbattibili, sopratutto per rapporto qualità/prezzo.
Alcuni anni fa l'azienda era alla pari con Intel e fu la prima a portare sul mercato un processore a 64 bit ( l'Athlon ) e anche la prima ad offrire i primi processori dual core. Nel 2006, al culmine del suo successo, AMD ha persino acquistato il produttore di schede grafiche ATI per circa 4,2 miliardi di euro. Poi è iniziata la discesa.

Intel spodesta AMD
All'improvviso, però, Intel si è svegliata. Per riguadagnare quote di mercato ha sovvenzionato con un sacco di soldi i produttori di hardware affinchè realizassero Ultrabook, i nuovi portatili dotati di processore Intel. In questo settore AMD non è alla pari di Intel: i suoi chip Trinity sono poco utilizzati e così Intel domina indisturbata con gli Ivy Bridge, che si sono effettivamente dimostrati più veloci rispetto ai prodotti AMD.

C'è ancora speranza?
La situazione non è per niente rosea per AMD. Già nel 2011 sono stati tagliati 1.400 posti di lavoro nel mondo, ora altri 3.000 dei restanti 11.100 impiegati subirà la stessa sorte.
Anche la fabbrica di Dresda, in Germania, è stata chiusa: AMD l'ha già venduta ad investitori di Abu Dhabi e gli ultimi 40 ricercatori di AMD dovranno trasferirsi negli Emirati Arabi Uniti.
Nel 2013 AMD tornerà all'attacco con nuovi processori a basso consumo per console e tablet. Sarà il suo ultimo colpo di coda? Intel ha già molti chip simili per smartphone e tablet, quindi parte in posizione di vantaggio.
AMD ha tardato troppo ad entrare nel settore della telefonia mobile, per questo è poco probabile che il gruppo possa accorciare le distanze da Intel.


Questa è la ex fabbrica di chip AMD a Dresda, ora di proprietà
di Globalfoudries

 




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